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REPORT : 

Champagne, il vino dei Re, degli addii e delle grandi imprese


Da sempre cultori dei piaceri della vita, allo Stella Artois sappiamo godercela e anche in trasferta amiamo mangiare e bere bene.


Quindi, inaugurando questa pagina non potevo che parlare del vino associato alle grandi imprese e alle vittorie: lo Champagne!!


Affronterò l'argomento da una prospettiva diversa dal solito, cercando di sottolineare gli aspetti storici a scapito di quelli tecnici che potrete trovare su qualsiasi trattato di enologia


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A partire dal 496 d.c. con Clodoveo 1°e fino al 1825 con Carlo X, i sovrani di Francia vengono incoronati a Reims, la regione della Champagne- Ardenne. Da questo binomio prende la sua nomea di "Vino dei  Re", al punto che nel 1793 Pilippo d'Orleans in odore di ghigliottina e col palazzo circondato dai rivoluzionari, si fece portare 2 bottiglie di Champagne come ultimo brindisi.

Da qui anche l'appellazione di "Vino degli addii".


Ma da cosa nasce invece il legame alle vittorie e alle grandi imprese?

La leggenda narra che i tedeschi invadessero la regione ogni 50 anni per svuotare le cantine di Campagne: da qui  nasce l'emblema della vittoria tra Francesi e Tedeschi che poi è stato trasferito alle grandi imprese sportive.


Ma come sono potuti diventare Champagne dei vitigni presenti in loco sin da epoca romana?

Nel 1668 un tesoriere di abbazia inventa la CUVEE, ovvero l'assemblaggio di uve di provenienza diversa per ottenere equilibratura e costanza di aromi: si chiamava Dom Pérignon

La sua seconda innovazione è l'assemblaggio di uve di annate diverse, da cui deriva l'assenza dell'annata di produzione anche sulle bottiglie odierne.

Procede inoltre alla "Presa di stuva", ovvero a una fermentazione lenta in cantine a 10 metri sotto terra con una temperatura costante di 10-12 gradi.

Tale tecnica fornisce il "Perlage" costituito dalle caratteristiche bollicine.


La maturazione in cantina va da 2 a 10 anni e dà vita all'affinazione dei lieviti presenti nel vino, conferendogli il caratteristico aroma di formaggio e di crosta di pane.


Alla fine di questo periodo di affinamento si esegue la "sboccatura" della bottiglia conservata a testa in giù, per eliminare il residuo creatosi nel tempo.


Lo Champagne si degusta a 8/10 gradi e i puristi esigono la Flute ghiacciata al fine di esaminare il Perlage e la persistenza della schiuma, valutazione che si esegue non prima di  2 minuti.

La schiuma deve durare dai 4 agli 8 secondi, mentre il perlage deve essere finissimo, al punto che si usa graffiare il fondo dei bicchieri per aumentarne la presenza.


A questo punto prendete qualsiasi cibo (evitate il secco con i dolci), una bella femmina e gustatevi questa meravigliosa bevanda, sperando di avervi allietato la degustazione con questa mia pagina!


Stefano Buzzi